Cronache Corsare - Una rubrica a cura di Valentina Pennati
Cronache Corsare - Una rubrica a cura di Valentina Pennati

Cronache Corsare - Una rubrica a cura di Valentina Pennati

Le letture dello scorso mese sono dedicate alla casa editrice Minibombo.

Una casa editrice... ronzante!

Un ovale grande, due ovali piccoli, due righe nere: un simbolo piccolo e semplice, ma immediato e di grande efficacia per rappresentare una casa editrice giovane e intraprendente, che pubblica libri per piccini che leggono coi grandi. Le sue storie ronzano con leggerezza, divertono e coinvolgono i lettori attraverso un linguaggio immediato e mai scontato, arguto, ironico e irriverente. Il formato quadrato dei libri, i colori sgargianti e i disegni essenziali sembrano realizzati con i materiali che si trovano nell'astuccio di un bambino. Le immagini sono ben riconoscibili ma semplificate, i colori netti, spesso complementari. La caratteristica principale di Minibombo sembra quella di proporre albi illustrati che, più che narrare una storia, presentano una situazione comica, quasi uno sketch. Come delle piccole "micce narrative", le storie raccontate si accendono ed esplodono, chiudendosi su se stesse e lasciando dietro di sé scie di luminose risate. Lo sketch ha infatti come caratteristica quello di essere autoconclusivo e breve, imprevedibile talvolta, proprio come gli albi di Minibombo. Alcuni più riusciti di altri, tutti presentano una forte relazione tra testo e immagine e presentano l'ironia come file rouge. C'è da dire che, seppur rivolti ad un pubblico di piccoli lettori (a partire dai tre anni), è bene accertarsi che lo humor veicolato sia comprensibile ai bambini, così come la capacità di cogliere le inferenze testuali o pittoriche. In lettura condivisa, un'esagerazione o un tocco di "drammaticità" trasformano la lettura in un vero sketch e agevolano la comprensione, facendo attenzione però a non sfociare nella teatralità vera e propria. Il sito della casa editrice propone un minisito con "contenuti extra" che accompagno la lettura degli albi proposti: tutto da ridere e da... giocare!


Le proposte:

Festa di primavera

«"Ehi, dove corri?" domandò la tartaruga a un leprotto che passava di lì in gran fretta. "Oggi nel bosco c'è la festa di primavera!" disse quello un po' emozionato. "Vieni anche tu?" "Sì certo!" rispose la tartaruga».

Così inizia "Festa di primavera", un divertente albo che si dipana attorno all'evento della stagione: la festa di primavera che avrà luogo nel bosco. Tutti gli animali si preparano con un certo fermento, quasi fossero appena usciti dal letargo e avessero bisogno di scaricare tutte le loro energie. Protagonista del viaggio verso il luogo (per altro misterioso) dell'appuntamento è una tartaruga che viene invitata alla festicciola da entusiasti animaletti, come la lepre, il riccio, un ranocchio, una comitiva di scoiattoli. Tutti sembrano avere una gran fretta e per manifestare questo essere di gran corsa vengono proposti una serie di sinonimi ("passava di lì in gran fretta... ripartì in un battibaleno...sfrecciò... filando via come una scheggia... sorpassò a grandi balzi...dileguandosi in un lampo"), che sfidano i piccoli lettori nella comprensione e al contempo li accompagnano nella narrazione con una struttura ripetitiva e prevedibile. Mentre marciamo con la protagonista verso il luogo della festa, ci accorgiamo che il paesaggio cambia, piante e alberi appaiono diversi: lo spostamento della tartaruga non è solo nello spazio, ma anche nel tempo! Infatti, proprio per la sua proverbiale lentezza, arriverà alla festicciola in ritardo...

«La festa di primavera non era per niente come l'aveva immaginata... e per di più nessuno era lì ad aspettarla!». Nello scarto eccezionale tra testo e immagini, la tartaruga non si accorge di nulla e addirittura incontra un nuovo amico nel colpo di scena finale!



Ho visto una talpa!

Una storia di avvistamenti e gran subbuglio!

Molte faccende della vita quotidiana sono questione di punti di vista. E proprio di punti di vista tratta questo albo illustrato. La copertina arancione (di grande impatto) e ci presenta subito una congrega di personaggi che saranno i protagonisti della narrazione. Un elefante, un ragno, un pipistrello, un camaleonte, una lumaca, una formica, un ghepardo: che cosa avranno mai in comune? Tutti incontrano una talpa che indossa grandi occhiali rossi e si siede su un sasso aspettando di... incontrare qualcuno. La "miccia narrativa" si accende fin dalla prima pagina, quando l'enorme elefante dichiara: "Oggi ho visto una talpa piccolissima". Fa da contraltare nella pagina successiva lo stupito e corale: "Oooohhh" pronuciato ad occhi sgranati dagli altri animali. Nelle pagine seguenti il racconto continua: ogni pagina è dedicata ad un altro animale che dichiara di aver incontrato una talpa con caratteristiche molto specifiche: veloce, lenta, sottosopra... L'animale che recita la sua battuta viene presentato in negativo: sfondo nero e campitura bianca della figura, con l'aggettivo che descrive la talpa in rosso; seguono le pagine corali, tutte bianche con il tratto nero e marcato che dà forma al perplesso raduno faunistico. Si crea così un ritmo binario prevedibile ma incalzante, perfetto per la lettura condivisa a voce alta. Il finale è tutto da ridere, ma quello che possiamo svelare è che tutti gli animali vedranno la "loro talpa" attraverso la propria lente interpretativa ed il proprio punto di vista. Il finale, niente affatto scontato, lascia la parola alla talpa, che avrà modo di dire la sua strappandoci una risata finale! C'è un prerequisito importante però che non può essere sottovalutato: i bambini devono possedere preconoscenze chiare sulle caratteristiche degli animali: la comprensione della storia infatti può avvenire solo se l'ironia proposta si lega a tali preconoscenze, che recuperano lo scarto tra il detto e il non detto: l'elefante è grande e la talpa è piccola, il ragno ha molti occhi e le talpe sono tante ecc... Per questo il testo è fruibile dai cinque anni: credo sia inutile infatti spiegare l'ironia, proprio come accade per le barzellette: una volta chiarite non fanno più ridere! Molto bello l'atteggiamento di ascolto e attesa in cui si pongono gli animali, nonostante siano convinti che il loro sia l'unico punto di vista possibile.


Dalla chioma!

"Fruschfruchfrusch..." sembra quasi di sentire il frusciare delle foglie tra le fronde di questo castagno... un castagno che... ha la sventura di imbattersi in una combriccola di buffi animali affamati. Il primo a desiderare i suoi gustosi frutti è un grazioso topolino blu, che apre la narrazione esclamando: "Ora ti mangio"! Poco male: la castagna resta saldamente aggrappata al ramo, nonostante i forzuti tentativi di scuotere la chioma per far cadere l'ambito frutto. Beh, c'è da dire che qualcosa cade dalla chioma, ma non è la castagna! Sfruttando l'espediente dell'imprevisto e dello sketch teatrale, ecco che precipita al suolo una volpe... che ovviamente è affamata!

Il suo primo pensiero è di soddisfare il suo atavico appetito: "Ora ti mangio"! dichiara. Il topolino spaventato corre su per il tronco e si nasconde tra le fronde del castagno. La volpe non si arrende e inizia a scuotere il tronco. Fruschfruchfrusch! Cosa succederà? Il colpo di scena finale è garantito, come sempre negli albi Minibombo. Da notare il formato di grandi dimensioni dell'albo, che propone sia una lettura verticale che orizzontale: il ritmo narrativo che così si crea permette sia di mimare l'oscillazione dell'albero, che di lasciare spazio alle battute degli animali, richiamando l'attenzione degli ascoltatori al cambio di ritmo. Le immagini piatte, l'assenza di contorni e i tratti ben delineati degli animali contribuiscono a determinare sia il pathos di alcuni momenti che l'ironia della situazione. Anche questo albo è corredato da un minisito ben strutturato, che accompagna i lettori in successive avventure... giù dalla chioma del frondoso castagno!



Guarda fuori

Una storia di suspance raccontata con un'alternanza tra dentro e fuori, quattro occhietti curiosi che scrutano il paesaggio innevato, colpi di scena e avvistamenti. Ecco gli ingredienti di questo albo, che si anima attraverso progressive inquadrature fisse, puntando la macchina da presa ora su una finestra dalla quale si affacciano due bimbetti, ora sul paesaggio esterno alla casa. Il cambio di pagina corrisponde ad un cambio di scena e visione. Il lettore è invitato alla comprensione della vicenda attraverso l'avvicendamento tra ciò che accade all'interno e ciò che accade all'esterno della casa. Tuttavia, resta un passo indietro rispetto ai piccoli protagonisti umani: sul loro volto infatti, di volta in volta si dipingono espressioni di sorpresa, ilarità, spavento, le cui motivazioni sono nascoste al lettore. Solo il passaggio alla doppia pagina successiva può motivarle: scopriamo così cosa accade fuori, ovvero cosa stanno combinando i chiassosi animaletti che catturano l'attenzione dei piccoli. La bellezza di questo albo è proprio nella capacità di suscitare empatia nei piccoli lettori o ascoltatori, i quali attraverso la lettura dei volti dei protagonisti sono invitati a porsi delle domande: cosa sarà successo? Perché sono preoccupati? Perchè sono sorpresi? Provano sollievo o meraviglia? Che cosa mai starà capitando fuori? Ed è proprio fuori, tra pieghe blu del cielo ed il bianco della neve, che si avvia il movimento narrativo, attraverso l'azione degli animali che suscita delle reazioni emotive nei bambini (e nei lettori): un pettirosso saltella sulla neve, arrivano tre coniglietti rosa, un gatto e infine un orso... Il finale è splendido e inatteso... ovviamente tutto da ridere!







Gelato!


Due protagonisti sul piede di guerra: un bambino bizzoso e un adulto, probabilmente il papà. L'oggetto del contendere: il gelato. Immaginiamo il contesto (che manca nell'albo e che possiamo ricostruire): all'uscita dall'asilo un bambino, attraversando il parco, chiede il gelato al papà. La risposta, quasi fosse una sentenza inappellabile, è secca e cade dall'alto, in senso letterale: l'inquadratura proposta con tratto essenziale infatti, ci permette di vedere la figura intera del bambino e solo le gambe dell'adulto, a sottolineare la sua altezza e la prospettiva del piccolo, che di fatto guarda il mondo dal basso verso l'alto. NO. Niente gelato. Il bambino inizia così ad inanellare una serie di capricci che colorano le pagine dell'albo, intonandosi alle sue emozioni. Badiamo bene: non è un albo che affronta i capricci dei bambini e che propone una morale scontata. Tutt'altro! Leggere per credere!


Riferimenti:

https://www.minibombo.it/chi-siamo/


Silvia Borando, Festa di primavera

Silvia Borando, Chiara Vignocchi, Ho visto una talpa

Silvia Borando, Chiara Vignocchi, Paolo Chiarinotti, Dalla chioma

Silvia Borando, Guarda fuori

Silvia Borando, Gelato!


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