Cronache Corsare - Una rubrica a cura di Valentina Pennati
Cronache Corsare - Una rubrica a cura di Valentina Pennati

Incursioni nella letteratura e nell'editoria per l'infanzia

Il mese di novembre è dedicato a Max Velthuijs e all'autunno.

Biografia

Classe 1923 e una biografia interessante, Max Velthuijs è stato uno dei più importanti illustratori d'Olanda, che ha conquistato il pubblico attraverso storie semplici dal messaggio universale. Nato all'Aia, fin da piccolo amava disegnare e inventare storie, ma certo questo non basta per rendere ogni bambino un futuro artista. A scuola non era uno studente particolarmente brillante, e durante la Guerra, con la sua famiglia lasciò la capitale per trasferirsi ad Arnhem, dove Max Velthuijs frequentò l'Accademia delle Arti Visive, studiando pittura e grafica. Qui si appassionò moltissimo agli studi, anche se non riuscì a portarli a termine, dal momento che la città venne evacuata nel 1944. Una volta finita la guerra, Max Velthuijs diventò "un maestro di tutti i mestieri e di nessuno", come amava definirsi. Tornato nella sua città natale trovò impiego presso diverse tipografie, dove iniziò a pubblicare stampe politiche e a ricevere commissioni molto diverse tra loro: manifesti, francobolli, pubblicità e spot televisivi fino a quando, quasi per caso, decise di dedicarsi all'illustrazione per l'infanzia. Iniziò così la sua avventura nel mondo della fantasia, diventando uno dei più importanti illustratori per bambini nei Paesi Bassi, ricevendo numerosi premi e riconoscimenti internazionali. Nel 2004 è stato insignito del premio Hans Christian Andersen per gli illustratori.


Tra tempere e parole

Nel 1962 un autore olandese commissionò a Max Velthuijs l'illustrazione di un libro di filastrocche (Versjes die wij nooit vergeten / Rhymes we will never forget). Il compito era già stato assegnato ad altri illustratori che prima di lui si erano cimentati con l'opera; tuttavia la sua edizione fu particolarmente apprezzata per l'approccio innovativo al design testuale e la freschezza nell'uso del colore e del disegno. L'operazione editoriale riscosse un enorme successo, tanto che nel 1964 Max Velthuijs illustrò un altro libro di filastrocche (A is een aapje / A is for Monkey) che lo consacrò a livello internazionale. Da questo momento Velthuijs iniziò anche a cimentarsi con la scrittura, ovviamente con risultati straordinari. Lo stile di Max Velthuijs divenne inconfondibile: colori accesi e brillanti, contorni netti e audaci, figure ben delineate ma semplici, quasi infantili nella loro autenticità. Tra l'altro, molti dei frontespizi mostrano anche il grande talento di Max Velthuijs come grafico, manifestando la sua grande capacità di integrare lettere e immagini in modo giocoso. Purtroppo la sua vasta produzione non è stata pubblicata in toto in Italia, ad esclusione delle avventure di Ranocchio edite da Bohem Press.




Max e Ranocchio

Ranocchio apparve per la prima volta come personaggio secondario in un racconto intitolato "Piccolo uomo" (Klein-Männchen); la svolta avvenne con "Ranocchio innamorato", nel quale il vivace anfibio divenne un personaggio autonomo con propri sentimenti e pensieri. Nelle avventure di Ranocchio entra la realtà, fatta di gioie, condivisioni, amicizie, litigi, piccoli e grandi drammi, ingiustizie, senso di libertà. L'universo di animali che popolano il mondo di Ranocchio costituiscono una sintesi di alcuni dei tratti propri dell'umano: Anatra è dolce ed estroverso, Lepre è il saggio del gruppo sempre pronto ad offrire un buon consiglio, Porcello è amante della casa e della vita tranquilla, Ratto è un avventuriero dall'indole intraprendente, mentre Ranocchio è un bambino dagli occhi spalancati che osserva il mondo con curiosa timidezza. Ranocchio si interroga e si mette in discussione e alla fine arriva sempre una soluzione positiva, che è rassicurante per il bambino. Nei suoi libri, Velthuijs affronta temi e argomenti esistenziali (come l'innamoramento, la morte, lo straniero, la paura) attraverso parole e immagini impiegate in modo essenziale. Proprio per questo le avventure di Ranocchio e dei suoi amici si collocano a metà tra la fiaba e la favola: proprio come nella favola tradizionale infatti c'è un messaggio, che non è però un giudizio moraleggiante, quanto piuttosto una verità universale. Tale verità è figlia di un contesto storico-culturale particolare, che ha determinato un certo modo di intendere la letteratura per l'infanzia, ovvero con una lieve nota didascalica che prende la forma di un umorismo gentile.


I titoli letti

Le avventure di Ranocchio sono state pubblicate in lingua inglese dalla casa editrice Andersen Press, mentre in Italia da Bohem Press (purtroppo non tutti i titoli sono ancora disponibili).

Il nome Bohem Press è un omaggio alla terra d'origine dei due fondatori, Stepan Zavrel (illustratore) e Oktar Bozejovsky von Rawenoff (musicista), che hanno fondato la casa editrice a Zurigo nel 1973. Nel 2001 nasce Bohem Press Italia (ormai indipendente dalla casa madre), che si afferma come casa editrice di nicchia per la pubblicazione di libri per l'infanzia per la fascia d'età 2-8 anni. Il nome di Stepan Zavrel è associato anche al Centro internazionale dell'illustrazione per l'infanzia, da lui fondato a Sarmede: scuola e centro di ricerca di pittura e illustrazione dove insegnano i più grandi maestri d'arte.


Fuori catalogo: novembre mese autunnale

Ecco due testi proposti per celebrare l'autunno, mese d'ambra e mercurio.

Due albi diversi che hanno in comune un protagonista nascosto: il vento. Le poderose folate autunnali portano scompiglio nelle giornate di un bambino vivace e di uno scoiattolo scontroso: i due scopriranno che l'autunno è una stagione incantevole e... piena di imprevisti!


Progetto grafico a cura di Maia Talmor e Giulia Ascari Y7A


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